La punizione divina

Il CorSport celebra la punizione con cui il 3 novembre 1985 Diego sfidò la fisica e segnò ai bianconeri. E disse a un intero popolo che vincere era possibile

Il Corriere dello Sport celebra lo straordinario gol su punizione che Maradona segnò alla Juventus il 3 novembre 1985. Il giorno in cui Diego sfidò la fisica, scrive.

La Juve arrivò al San Paolo dopo 8 vittorie nelle prime 8 partite di campionato. Pioveva, ma allo stadio c’erano comunque 85mila persone.

Ad un quarto d’ora dalla fine, l’arbitro fischiò a favore del Napoli una punizione a due in area di rigore.

“Maradona sistemò la palla alla sinistra di Tacconi, appena oltre l’altezza del dischetto. La barriera sarebbe dovuta essere ai nove metri regolamentari, ma in realtà era a non più di sette. «Eraldo, passamela indietro», la frase che Maradona racconterà di aver pronunciato all’indirizzo di Pecci. Che, giustamente, lo prese per matto: «Diego, da qui non passerà mai». «Tu non ti preoccupare»”.

E infatti passò. Ottavio Bianchi, ricorda il CorSport, la definì una “punizione divina”.

“Diego disegnò un cucchiaio nell’aria, una palombella, il pallone carico d’effetto scavalcò la barriera di sei juventini e girò fino a insaccarsi tra palo e traversa, col povero Tacconi che fece di tutto per togliere la palla dal sette ma senza riuscirci”.

Fu un gol importantissimo per il suo valore simbolico, racconta il quotidiano sportivo.

“Si diceva in città che lo scudetto fosse un mare che non bagna Napoli. Qualche secondo e terzo posto in sessant’anni di storia, poca roba. Quel giorno, Maradona guidò la rivoluzione calcistica, disse a un intero popolo che vincere era possibile, anche se non sarebbe accaduto quell’anno ma in quello successivo”.

Cinque anni dopo, il 25 marzo 1990, alla penultima giornata di campionato, quando la classifica dava il Milan primo a 42, il Napoli a 41 e la Juventus terza a 38, fu ancora Maradona a colpire. Fu proprio lui a sbloccare il risultato contro la Juventus di Schillaci.

“Gran tiro di Crippa dai 20 metri, deviazione di Tacconi sulla traversa. Sulla ribattuta, colpo di testa di Renica e tiraccio di De Napoli, con il pallone che arrivò sui piedi di Maradona che, dal centro dell’area, la mise alle spalle di Tacconi. Gli azzurri, però, non si accontentarono e al 28’ segnarono anche il raddoppio con un’altra punizione magica di Maradona. Non ai livelli di quella di qualche anno prima, ma comunque vincente, nell’angolino basso alla destra di Tacconi”.

Finì 3-1 per il Napoli. Il Milan rimase in testa (vincendo a Lecce), ma il Napoli riuscì comunque a sorpassarlo, alla fine, e vinse lo scudetto.

Fonte: Il napolista

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